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La marque du diable


Dans la "Chambre de méditation" des Nations Unies il y a une bariolée œuvre du peintre suédois Bo Beskow. Quelques-uns pensent que la ligne ondulée qui traverse le dessin représente le serpent, c’est-à-dire Satan, et que le 72 sections qui forment l’œuvre représentent le 72 noms des diables…
Les noms diaboliques transmis par la littérature ésotérique sont témoignés pendant la Renaissance dans la Pseudomonarchia Daemonum de Johann Weyer et dans le grimoire Lemegeton; au XIXe siècle nous les retrouvons dans le Dictionnaire Infernal de Collin de Plancy, et de nos jours dans le livre italien Liturgia infernale de Satan lui-même. Mais c’est dans un code du XIIe siècle qu’on retrouve la source la plus ancienne des appellatives infernales: dans ce texte dit Nomina Diaboli, les noms des diables sont suivis d’une brève description, selon le procédé médiéval de la interpretatio nominis, très diffusé à l’époque. En lisant les fantasmagoriques interprétations des noms infernales on peut en relever l’extraordinaire modernité et les associer aux développements vraiment sataniques de l’idéologie mondialiste!

tiré du livre numérique:


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